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Riscoprire Jacques Brel…in milanès: il recital di Walter Di Gemma

Domenica 22 gennaio, alle ore 16, al Teatro della Memoria di Milano il cantautore Walter Di Gemma ripropone il suo interessante recital in omaggio all’opera di Jacques Brel, tutto in milanese.

Walter Di Gemma
Walter Di Gemma in scena 2022©Viola Serreli

L’ultimo tuo spettacolo a Milano ha celebrato il grande Giorgio Gaber. E mi piace (ri)partire da qui: perché anche Gaber aveva tradotto, in italiano, una canzone di Brel, Ces gens-là, nell’album I Borghesi (1971). Questo brano per caso ha rappresentato per te un primo interesse nei confronti del cantautore belga, tramite il collegamento con Gaber? C’è un legame in questo senso?
«Dato il mio rapporto con Gaber si potrebbe pensare. In realtà no. E anzi nel caso di questo brano, riascoltando bene l’originale di Brel tempo dopo, ho capito quanto e perchè Gaber avesse apprezzato e deciso di far sue sue certe canzoni del repertorio brelliano, rimanendo però Gaber. Sempre cioè mantenendo il suo spirito e la sua forte personalità».

Walter Di Gemma interpreta in milanese “Ces gens-là” (1966)

Io do molta importanza ai sogni, perché è la sola cosa in cui non ci si sbaglia mai. Il sogno è una necessità o un’esigenza, a seconda se è imperativo o no, che non sbaglia mai. Non si sogna con la testa, si sogna con il corpo. La testa sbaglia spesso, ma il corpo sbaglia molto poco.

Jacques Brel

Jacques Brel
Jacques Brel

Come nasce e cresce questo interesse per Brel e in che modo si inserisce nel tuo percorso artistico?
«Nasce un giorno di tanti anni fa. Per caso, come spesso accade. Stavo semplicemente sistemando casa e mi è capitato tra le mani un vecchio 33 giri, acquistato tempo prima in un mercatino e mai ascoltato. Era lì, dimenticato, da almeno tre o quattro anni. Mi sono detto, molto naturalmente: “Me lo ascolto mentre faccio ordine…” E già al primo brano, Les prénoms de Paris, ebbi una vera e propria folgorazione! Da quel momento in poi ho divorato con grande interesse tutto il suo repertorio.

Dopo aver acquistato i CD disponibili in Italia ho persino richiesto dalla Francia una videocassetta del suo ultimo concerto a l’Olympia di Parigi. Vederlo “in scena” fu una doppia folgorazione: scoprii un vero animale da palcoscenico, un geniale istrione dalle braccia lunghe e le mani immense che sembravano muovere sulle note ogni poesia, ogni emozione e ogni dramma che avesse dentro».

Di Gemma è stato il primo a tradurre le canzoni di Brel in lingua milanese, incidendo tre album: il primo nel 2000, “Walter Di Gemma canta Jacques Brel”, poi “In milanes l’è Brel” (2004, ormai introvabile) e l’ultimo dieci anni fa, “Walter Di Gemma canta Brel in milanese Vol.3” (2013). Interpretazioni di brani noti e meno noti del grande belga, sempre con ottimi consensi di critica e di pubblico.

Molti altri colleghi hanno tradotto e cantato Brel. Cosa si riesce a rendere al meglio e cosa si perde nella traduzione delle sue opere in una lingua come il milanese?
«Si perde ciò che ogni lingua riesce a rendere efficace solo con le sue parole originali, i suoi costrutti, i suoi modi di rendere una frase poetica, fluida e centrata. Durante le traduzioni – che preferisco più chiamare “adattamenti” – ho sentito da subito questo grande ostacolo. E ho cercato, non senza fatica, di far risuonare certe espressioni di Jacques Brel all’interno di quelle parole che potevano essere le migliori e, a mio avviso, le più adatte nelle possibili costruzioni offerte dalla lingua milanese.

Ci sono riuscito? Non so dire esattamente. Visto però l’entusiasmo delle persone che hanno assistito ai miei moltissimi spettacoli passati posso dire di essere soddisfatto. Anche perché la riuscita o meno di ciò che portiamo in scena non può prescindere dal giudizio del pubblico. E questo è un grande vantaggio, perché solo così si può capire cosa tenere, cosa eliminare e cosa migliorare nella costruzione dell’esibizione».

Jacques Brel canta “Ne me quitte pas” (1959)

Attore e regista belga di fama mondiale, scomparso nel 1978, Brel è universalmente conosciuto per canzoni come “Ne me quitte pas”, incisa da Frank Sinatra e David Bowie, Sting e Barbra Streisand, “Le diable”, portata al successo da Juliette Gréco e “Quand on n’a que l’amour”, interpretata da artisti come Lara Fabian e Celine Dion.

A quali brani del suo repertorio sei più legato, avendoli tradotti e interpretati, come farai anche domenica, e perché?
«Per quanto riguarda la “tenerezza”, sono particolarmente legato a brani come Tra mi e ti (La chanson des vieux amants), Per on poo de tenerezza (La tendresse) e Fioeu de… (Fils de…).
Peronalmente poi adoro le opere più satiriche come Les bigotes (Le bigotte) o La sciora (Les remparts de Varsovie).

E quali vorresti suggerire di ascoltare alle nuove generazioni che ancora non conoscono questo autore?
In questo tempo di assoluto individualismo, competizione a sgomitate e ambizione sfrenata a qualsiasi costo, trovo particolarmente adatti per i giovani di oggi brani come El Diavol (Le diable) e Quand seri ona Star (Le chanson du Jacky) (sorride)».

Jacques Brel canta “Les Bigotes” (1963)

Un recital che non mancherà di suscitare interesse tra milanesi e no.
Dopo aver debuttato con enorme successo nel 2001 e superate le 70 repliche, il pubblico avrà modo di entrare nel mondo di Brel attraverso la sensibilità e l’ironia profondamente milanese di Walter Di Gemma.

Walter Di Gemma
Walter Di Gemma in scena 2022©Viola Serreli

A 45 anni dalla sua scomparsa che eredità resta oggi di Brel nel panorama artistico, anche in Italia?
«La sua opera ha influenzato più autori di quelli che si possa pensare. Il suo grande repertorio ha resistito al tempo, fino ad oggi. E credo che resisterà per sempre. A parte forse in qualche paese come il nostro, nel quale la distrazione è ai massimi livelli e l’aderenza della gran parte del pubblico a ciò che il mercato propone è a dir poco “imbarazzante”…(perplesso)

Nonostante ciò, Brel resta uno di quegli artisti troppo grandi e geniali che, in buona parte del mondo, nemmeno il mercato più spietato riuscirà mai a “emarginare”. I suoi temi sono eterni, reali e oserei dire indispensabili. Certo non costruiti a tavolino negli uffici di una produzione o di un’etichetta musicale. E non aggiungo altro…vi invito solo a scoprirlo. Anche in milanese, domenica (ammicca)».

WALTER DI GEMMA

Locandina "Walter Di Gemma canta Jacques Brel"

Oltre 30 anni di carriera in cabaret tra i più noti e storici palchi, due volte vincitore del Premio Giovanni D’Anzi e dell’ambìto “Premio Ferravilla”(Tecoppa), assegnato dall’Antica Credenza di Sant’Ambrogio.

Senz’altro uno degli esponenti più interessanti del panorama musicale lombardo contemporaneo.

Walter Di Gemma conduce con grande successo le trasmissioni “Cantalombardia” e “Voci in piazza” al fianco di Sabrina Musiani, in assoluto i format di Antenna3 più seguiti dedicati alla canzone lombarda. Inoltre le sue traduzioni di Jacques Brel in milanese sono apprezzate in tutto il mondo e hanno ricevuto uno speciale riconoscimento dalla famiglia del famoso cantautore belga.

© Luca Cecchelli

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